Ci sono luoghi e atmosfere dove incontri la bellezza che ti entra dentro come un vento leggero che accarezza l'anima e i sensi, li annega in quella luce che svela l'eternitÓ dell'istante. Ci sono situazioni dove avverti lo scorrere delle vite semplici, sconosciute, che emanano calore umano e saggezza.
Ho abitato uno di questi luoghi, rapita e commossa, ad Anacapri, su un terrazzo sospeso fra mare, cielo e terra, seduta a un tavolo, dove il profumo e la bontÓ dei cibi, serviti con allegria e semplicitÓ, creava armonia fra corpo e anima.
Tre generazioni ne hanno fatto un "angolo di paradiso", ascoltando le voci della loro terra e coltivandone la luce, tramandando quella sapienza culinaria che suscita emozioni profonde.

La loro storia inizia dopo l'ultima guerra, in un'Italia contadina che ha fame ed emigra oltreoceano in cerca di lavoro. Su una nave della speranza, diretta in Argentina, sale anche Raffaele, minatore di Capri, che sogna una vita 'senza povertÓ per i suoi cari, ma promette alla moglie Gelsomina di ritornare a riprenderla con i figli.
Dopo quattro anni ha un solido lavoro, rientra in Italia e con la famiglia si trasferisce a Genova, in attesa della selezione per poter ripartire, ma una figlia non supera la visita medica a causa di un handicap. Gelsomina e Raffaele non esitano: o tutti insieme in Argentina o si ritorna ad Anacapri.
Il sogno della terra promessa svanisce, ma si rinsaldano gli affetti.
Nell'isola hanno un pezzo di terra, sotto il Monte Solaro, sulla punta Migliera. a picco sul cobalto del mare. All'orizzonte Ischia. Quando la palla di fuoco del sole si tuffa nelle acque, tutto s'incendia: una visione che rapisce e contende il paradiso.

Nel 1957 Gelsomina, mentre Raffaele ha ripreso a sbancare pietre, in una baracchetta di legno, che si raggiunge a piedi, offre bibite, caciotta, salame e vino ai rari turisti. Non c'Ŕ luce elettrica, tutto Ŕ semplice, ma gli splendidi ravioli capresi che incomincia a cucinare attirano tante persone.
Negli anni Settanta il figlio Michele, mentre la moglie, Teresa, impara da Gelsomina i segreti delle ricette culinarie che ottengono tanto successo, con coraggio, trasforma la magica terrazza in un "angolo di paradiso".
La piccola locanda viene ampliata, diventa il ristorante Da Gelsomina, in cucina suocera e nuora, in perfetta armonia, inventano piatti sempre nuovi.
La terza generazione, Raffaele e Gelsomina, imparano sin da piccoli a servire ai tavoli. Adulti, decidono di non andarsene.

Tutti insieme hanno creato uno di quei solidi microcosmi che hanno aiutato il nostro Paese a superare tante tempeste e devastazioni. Un esempio di quell'ltalia che ha insegnato al mondo l'arte del saper vivere con sudore, determinazione, fantasia e capacitÓ imprenditoriale. Grazie Gelsomina e Raffaele per avere salvato un lembo di bellezza e una saggezza che va diretta al cuore.