Capri ha fascino. Per due millenni questa propaggine di 4 miglia di roccia calcarea che emerge dal mar Tirreno è stato il teatro dei grandi gatti, dagli imperatori romani orgiastici, come Tiberio, a Jackie O e Bardot, che erano soliti passeggiare scalzi nella famosa Piazzetta al centro dell’isola. La seduzione di Capri, si divide anche tra realtà e leggenda tra canti di sirene che cercano di tentare Ulisse a queste spiagge. Dopo un viaggio di 40 minuti da Napoli, si raggiunge non solo un’isola, che spunta rocciosa come un coccodrillo dal mare azzurro, ma anche una reputazione.
Dopo tante storie, temevo di trovare Capri come un’isola selvaggia soggiogata dal turismo: la sua popolazione invernale è di 13.000 abitanti, ma ne arrivano molti di più ogni giorno d’estate. Comunque potrei sentirmi come svestita senza una villa o una barca lustrata? Fuori stagione nel calore rilassante d’autunno o nei profumi violenti primaverili, il fascino di Capri non è viziato ed accessibile: un seducente miscuglio di sofisticazione e semplicità, di titubanza, di naturale bellezza.
La semplicità è un aspetto importante del cibo. Come molta cucina italiana meridionale, il migliore dei piatti di Capri non è legato alle capacità di un agghindato chef ma piuttosto agli ingredienti maturati al sole, battezzati dal mare ed unti con olio d’oliva. In poche cucine la qualità del prodotto è così evidente. L’insalata caprese un’insalata di pomodori, mozzarella, basilico ed olio d’oliva è trasformata quando ogni parte è perfetta. Quando Elizabeth David visitò lo scrittore Norman Douglas a Capri, notava che egli entrava in un ristorante di mattina per indagare sugli ingredienti del giorno, lo stato del pesce, e se la mozzarella “sgocciolava, sgocciolava di fresco”.
Nei ristoranti più cari si paga per trattamento sul vassoio d’argento, ma non necessariamente per un pasto migliore. Uno dei soliti ritrovi di Douglas era Le Grottelle vicino all’Arco Naturale, una formazione rocciosa, che fa somigliare le cattedrali alla Lego. Il Ristorante mi fu descritto come “primitivo”. In parte ricavato in una grotta, le sue terrazze si aprono su spazi perpendicolari con acqua scrosciante più in basso. Il nonno della famiglia che gestisce il posto, Antonio Vuotto, fa la pizza in un forno a legna su uno strato ancora più alto del costone roccioso, lavorando tra una lastra di marmo e l’incandescenza argentea della cenere, assomigliando ad un DJ che mischia i sapori agli odori fino cielo. Il coniglio in casseruola era tenero con il rosmarino sospeso nell’aria dell’isola. Nella cucina, la moglie di Antonio, Rosa, girava le vongole in una padella, cospargendole di prezzemolo appena si aprivano. Aria, fuoco, roccia, vino, acqua, frutti di mare, aglio, olio d’oliva, pomodori: il tutto in piena freschezza.
Passeggiando per 15 minuti ti puoi trovare al centro di Capri, la Piazzetta Umberto I, che Douglas chiamava” il teatrino del mondo”. C’è un bar ad ogni angolo dove, di sera, un posto ed una bevuta ti faranno assaporare un pezzo della vita dell’aperitivo di Capri: uno spettacolo di uccelli esotici con piume disegnate, accompagnate da dolci padri con avidi occhi splendenti come l’oro sui polsi delle loro giovani donne.
O, si può prendere una seggiovia al Monte Solaro, la parte più alta dell’isola, e passeggiare nella valletta per ammirare un’altra forma di vita degli uccelli , al loro meglio in ottobre; o, in primavera, fiori spettacolari squarci di giallo, fioritura bianca e di un blu pungente, arance squisitamente fragili. Non lontano dalla cima , si trova la piccola chiesa e l’eremo di S. Maria di Cetrella, che è circondata da orchidee in aprile. La gente deve salire in questo tranquillo e singolare posto per feste, o unioni familiari. Su una mensola ho trovato una pentola dell’altezza di un piccolo bambino. Il suo uso? Spaghetti per 40.
Da Santa Maria c’e un estesa vista di Capri ed uno spiccato senso di lontananza e di contenimento di un’isola la sensazione che sei il proprietario di tutto ciò che contempli. Il giro di due ore in barca lungo la costa regala un altra vista estremamente romantica dei contorni. Le ville coronate da impossibili dirupi e la Casa Malaparte, un capolavoro dell’architettura italiana del XX secolo, ha scale che scendono dal tetto come la coda di un dinosauro modernista. Nella Grotta Azzurra, il posto più famoso di Capri, un fessura sottomarina filtra la luce e trasforma l’acqua in un turchese elettrico. Nel mio soggiorno, una signora con un magnifico petto mozzarella si tuffò e nuotò attraverso il nero ed il blu appena le canzoni dei barcaioli echeggiarono intorno alla grotta.
Se vuoi respirare la vita dell’isola lontano dai turisti, abbandona il centro o svegliati presto. Prima che i 4 Bar della Piazzetta mettano i loro tavoli fuori, i lavoratori si raccolgono in gruppi. Molta merce viene dalla terraferma, dove il suolo vulcanico ed asciutto, il clima dolce e caldo della Campania produce la migliore frutta e verdura d’Italia. Scatole di fiori di zucchine dai tentacoli gialli, vengono accatastati per essere trasportati attraverso le strade. L’apparenza esotica di questi fiori di zucca si perde cucinando, ma restano il miglior fenomeno della Natura. Questo è ciò che ho rilevato in un piatto di pasta da Paolino, un ristorante sotto il centro di Capri ombreggiato da 130 alberi di limone, dove i camerieri portano piccoli bicchieri ghiacciati di limoncello ( quello vero e non la versione economica del limone spremuto). Qui ho avuto un altro memorabile assaggio: la pezzogna grigliata nella crosta di sale uno stimato pesce di queste coste.
Dalla piazza si può passeggiare intorno ai labirinti vicoli del centro storico, o inoltrarsi per sentieri più lontani ai limiti dell’isola. I sentieri sono particolarmente tranquilli a nessuna macchina è permesso l’accesso al centro eccetto ai carrelli elettrici, che trasportano qualsiasi cosa da valigie, a divani, a donne anziane. Passeggiate sicure e tranquille sono parte del piacere di Capri: in cui si incontra un gatto che mangiucchia degli spaghetti alla carbonara sul muro; gente anziana che cura piccole proprietà terriere, con patate che crescono sotto l’ombra delle viti; un piccolo negozio dove una donna imbastisce bikini colorati di cotone.
Molti congedano Marina Grande come il luogo dove arrivano le navi e i turisti comprano cartoline. Ma in effetti è il pezzo di Capri , dove possiamo trovare un fruttivendolo ambulante che pesa frutta e verdura con la sua bilancia d’ottone portatile, e un panificio con pasticcini increspati simili a conchiglie (chiamate sfogliatelle), e pescatori che sciolgono le loro reti. Queste reti una volta erano scure, tinte di corteccia per distinguersi nell’acqua, ma ora si sono scambiate in rosa e marrone chiaro. I pescatori hanno storie da raccontare di esuli russi che vivevano sull’isola agli inizi del XX secolo, le cui madri organizzavano cure termali di acqua marina per le donne. Una donna mi portò in una casa dove disse che Lenin aveva giocato a dama con Gorky e che cercò di persuaderlo a tornare in Russia per la rivoluzione.
Da Capri a Marina Grande si può prendere un autobus per l’altra parte dell’isola, il centro di Anacapri che è più rilassante ed estesa. Una passeggiata di trenta minuti dalla piazza conduce alla semplice Gelsomina alla Migliara, un posto dove ci si libera della folla e dove si mangia e beve grazie ai prodotti degli stessi proprietari. In autunno, e per un breve periodo in primavera , essi raccolgono funghi selvatici sul monte Solaro per la pasta e per gli eccezionali antipasti freschi del ristorante. I ravioli alla caprese erano imbottiti con il più tenero e dolce formaggio fatto in casa, insaporiti con la maggiorana e coperti della migliore salsa di pomodoro fresco, ed essi fanno una prelibata versione della torta caprese, un dolce a base di mandorle, cioccolata e uova fresche.
Dietro al ristorante c’erano dei libri appesi ad un albero. Questi servivano da guide al parco filosofico, fondato da un professore svedese, Gunnar AdlerKarlsson. Non c’e biglietto d’ingresso. “Volevo creare qualcosa che fosse libero,” Disse AdlerKarlsson. Un sorprendente numero di piaceri di Capri, se li scovi , sono gratis.

DOVE MANGIARE E BERE
I prezzi indicati sono a persona per 3 piatti con mezzo litro di vino.

BUCA DI BACCO Via Longano 35, Capri. Ottima pizza e pesce alla griglia, vicino alla Piazzetta; L.40.000.
DA GELSOMINA ALLA MIGLIERA Migliara 72, Anacapri. Posto rurale che usa prodotti propri. Vedere testo; L.48.000.
DA PAOLINO Via Palazzo a Mare 11, Capri. Seduti sotto un pergolato di limoni. Vedere testo; L. 65.000.
IL BIZANTINO Hotel Punta Tra gara, Via Tra gara 57, Capri. Un elegante ristorante dell’albergo con vista, una magnifica passeggiata di 10 minuti dalla piazzetta; L.90.000.
L’APPRODO Piazzetta Ferraro 8, Marina Grande. Famoso fra i residenti e buono per la pizza, quasi alla fine del porto; L 50.000.
LA SAVARDINA Via Lo Capo 8, Capri. Ristorante rustico, diretto dall’affascinante Edoardo; L. 43.000.
LE GROTTELLE Via Arco Naturale 13, Capri. Ristorante a conduzione familiare costruito nella roccia. Vedere testo; L.58.000.
PULALLI Piazza Umberto I 3. Un wine bar nel campanile che si affaccia sulla piazza una valida alternativa ai prezzi alti e ai 4 bar principali.

DOVE DORMIRE
I prezzi sono per una camera doppia, in bassa stagione.

CAPRI PALACE Via Capodimonte 2b, Anacapri. Un elegante hotel a 5 stelle con marmo bianco, e beauty farm; da L. 440.000.
DA GELSOMINA ALLA MIGLIERA Migliara 72, Anacapri. Semplici camere dopo una passeggiata di mezz’ora da Anacapri, parte di un eccellente e rilassante ristorante (vedere Dove Mangiare; da L. 120. 000.

HOTEL LA TOSCA Via Dalmazio Birago 5, Capri. Pulito ed accogliente; da L. 120.000.
HOTEL PUNTA TRAGARA Via Tra gara 57, Capri. Un albergo a 4 stelle progettato come villa privata da Le Corbusier, in un’affascinante posizione che si affaccia sui Faraglioni; da L.450.000. HOTEL VILLA SARAH Via Tiberio 3, Capri. E’ situato in un silenzioso giardino; da L.280.000.

SHOPPING ALIMENTARE

CAPRI NATURA Via Veruotto 5, Capri. Prodotti artigianali di limoncello, altri liquori e marmellate in una strada fuori dalla Provinciale, che parte dal centro di Capri a Marina Grande. GELATERIA BUONOCORE Via Vittorio Emanuele 35, Capri. Coni fatti in casa e buoni gelati. PASTICCERIA LA VELA Piazzetta A. Ferraro 15, Marina Grande. Un forno nascosto alla fine del porto.
SALUMERIA SIMEOLI Via delle Botteghe 12a, Capri. Utile per diversi prodotti , prosciutto ecc. su una strada con molti negozi alimentari.
SFIZI DI PANE Via delle Botteghe 4, Capri Panetteria raccomandata.
TOCCACELI IVANA Via G, Orlandi 155, Anacapri. Un buono e piccolo fruttivendolo in cui trovare alcuni dolci pomodori.

Anche, Elio ed Erika Attivo hanno una meravigliosa proprietà che vende frutta senza prodotti chimici, verdure e miele a Via La Guardia 41, Anacapri. Chiamare prima 0818372175.

ALTRO SHOPPING ANTONIO VIVA Via G. Orlandi, Anacapri. Un calzolaio famoso per i suoi sandali fatti a mano.
SUSY E MIMÌ Via delle Botteghe 61, Capri. Piccoli e smaglianti bikini di cotone ed abiti per bambini, fatti su ordine da una buona scorta di cotoni selezionati.

Traduzione di Romana D’Angiola

di Hattie Ellis Photografa Jill Mead